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LA PROCALCITONINA (PCT) COME AUSILIO DIAGNOSTICO DI SEPSI IN UNITA’ DI TERAPIA INTENSIVA CARDIOLOGICA G. Pettinati, G. Storti, L. Manca, Divisione di Cardiologia - UTIC, Presidio Ospedaliero "F. Ferarri" - Casarano (Italy)
Atti del XVII Congresso Nazionale GIEC - Roma - Università Cattolica 28-29 /11/2008 E’ noto che i casi di sepsi nelle UTIC sono frequenti e richiedono diagnosi e trattamento precoci per ridurre le complicazioni e aumentare la sopravvivenza dei pazienti. E’ stato clinicamente dimostrato che la PCT è un marker diagnostico affidabile di sepsi, soprattutto nelle infezioni batteriche delle basse vie respiratorie. La PCT è il pro-ormone della Calcitonina, secreta dalle cellule C della tiroide dopo stimolo ormonale, ma può essere prodotta da altri numerosi tipi di cellule ed organi dopo stimolazione pro-infiammatoria, causata da esposizione batterica, per cui il suo tasso ematico si eleva oltre la norma. La determinazione della PCT in UTIC può essere utile per differenziare i pazienti con febbre settica batterica che richiede terapia antibiotica massiva, da quelli con infezioni virali ed infezioni batteriche più lievi che non richiedono trattamento antibiotico. L’integrazione della PCT negli algoritmi diagnostici e terapeutici consentirebbe, inoltre, non solo un trattamento precoce, ma anche un uso più mirato delle risorse cliniche e finanziarie, mediante una riduzione della spesa e dei giorni di degenza in ospedale. SCOPO DELLO STUDIO E’ stato verificare l’utilità diagnostica della PCT per gli stati febbrili severi onde iniziare una terapia antibiotica, controllare al meglio lo stato clinico del paziente e ridurre le giornate di degenza in ospedale. MATERIALE E METODI Sono stati studiati 30 pazienti consecutivi (20 M. e 10 F. di età media 71 +/-6) ricoverati in UTIC per varie patologie cardiache (sindrome coronarica acuta, aritmie, edema polmonare, scompenso) tutti affetti da stato febbrile superiore a 38° C. per due o più giorni consecutivi. Dopo un prelievo ematico venoso, i valori laboratoristici di riferimento della PCT erano considerati normali per tassi inferiori a 0,05 ng/ml, infezioni locali fino a 0,5 ng/ml, infezioni sistemiche e sepsi fino a 2 ng/ml, sepsi severe fino a 10 ng/ml, shock settico > 10 ng/ml. RISULTATI Sono stati riscontrati 6 casi (20%) di infezione batterica locale (PCT media 0,12 ng/ml), 1 caso (3,5%) di sepsi batterica severa (PCT media 17,8 ng/ml), e 23 casi (76,5%) di infezioni aspecifiche, verosimilmente non settiche con valori di PCT fino a 0,05 ng/ml. I 7 casi positivi con rialzi patologici della PCT sono stati trattati prontamente con terapia antibiotica efficace. Dei 23 casi negativi alla PCT, in cui non era richiesta dal protocollo la terapia antibiotica, in 16 (70%) è stato necessario praticare comunque terapia antibiotica per ottenere la risoluzione dello stato febbrile. CONCLUSIONI La determinazione della PCT appare un ausilio diagnostico utile per le febbri settiche conclamate ma nel 70% degli stati febbrili comuni non appare discriminante per evitare la terapia antibiotica e ridurre le giornate di degenza in ospedale. Riteniamo comunque necessario ulteriori studi.
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