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LA SINDROME SLEEP APNEA (SAS):
OSSERVAZIONE DEI PARAMETRI NEUROVEGETATIVI
A. Greco, L. Manca, G. Pettinati
Divisione di Cardiologia
- UTIC, Presidio Ospedaliero "F. Ferarri" - Casarano (Italy)
Giornale Italiano di Cardiologia
Volume 9 suppl. 2 Al n. 5 - Maggio 2008 -
Atti del XXXIX Congresso Nazionale di Cardiologia ANMCO
Firenze, 30 maggio - 2 giugno 2008
INTRODUZIONE:
La SAS può essere associata a disfunzione autonomica e metabolica. Tuttavia, in
letteratura poche evidenze descrivono la sua influenza sui parametri vegetativi
o della presenza di comorbilità.
SCOPO DELLO STUDIO:
Valutazione dei parametri neurovegetativi nei pazienti affetti da apnee
ostruttive (OSAS), centrali (CSAS) rispetto a soggetti non affetti da apnee che
fungono da controlli (CC) tramite monitoraggio cardiopolmonare rispetto a
diversi tipi di comorbidità.
MATERIALE E METODI:
Abbiamo esaminato consecutivamente 37 soggetti afferenti al nostro reparto con
anamnesi positiva per russamento (30 maschi, 7 femmine con età media di 60±12
anni). Di questi, 14 erano rappresentati da OSAS, 12 da CSAS e da 11 CC. Il
monitoraggio cardiopolmonare è stato condotto su polisonnigrafo Somptè con
registrazione notturna di 8 ore in aria ambiente. Di ciascun soggetto abbiamo
valutato il profilo neurovegetativo tramite le seguenti variabili quantitative:
PNN50 ( percentuale della differenza tra intervalli RR adiacenti >50), RMSSD
(radice quadrata della differenza di intervalli RR successivi) nel dominio del
tempo, very low frequency (VLF), low frequency (LF), high frequency (HF), low
frequency/ high frequency ratio (RLFHF) all’analisi spettrale. Il pattern
ventilatorio è stato valutato con indice di apnea-ipoapnea (AHI), saturazione
media (SpO2m). Inoltre, veniva contestualmente determinata l’uricemia.
STATISTICA:
Abbiamo eseguito una statistica descrittiva secondo test non parametrico di
Mann-Witney per il confronto delle variabili quantitative tra soggetti
appartenenti al gruppo OSAS, CSAS e CC. La statistica di correlazione è stata
condotta con test non parametrico di Spearman. Abbiamo usato il modello
generalizzato lineare univariato per definire l’influenza delle variabili
categoriali sui parametri vegetativi. Per tutti i test abbiamo considerato
statisticamente significativi valori di p ≥ 0.05.
RISULTATI: I
gruppi esaminati si sono rivelati omogenei per sesso e per età. Abbiamo
riscontrato una riduzione statisticamente significativa dell’attività
parasimpatica (PNN50, rmSSD ed HF), nel gruppo OSAS rispetto al CC e CSAS
rispettivamente secondo (0.01≥ p ≥ 0.04). Infatti, il valore di RLF/HF è
risultato significativamente maggiore nel gruppo OSAS rispetto al CC (p=0.006)
e CSAS (p=0.001). Tra gruppo CSAS e CC non abbiamo rilevato nessuna differenza
significativa rispetto ai parametri neurovegetativi. Uricemia, e i parametri
vegetativi sono influenzati significativamente dalle apnee a prescindere dal
tipo di apnea (0.05 ≥p≥ 0.000) . La terapia b-bloccante aumenta
significativamente il rapporto RLF/HF (p=0.003), mentre influenza il valore di
AHI solo se questo è compreso tra 20 e 30 (p=0,01). La saturimetria media
correla inversamente con l’uricemia (r= −0.42; p=0.014).
DISCUSSIONE E CONCLUSIONI:
Nel gruppo OSAS abbiamo riscontrato una riduzione del tono parasimpatico ed un
aumento relativo del tono simpatico rispetto al gruppo CC o CSAS. Questo dato è
coerente con la maggiore frequenza di ipertensione arteriosa negli OSAS.
Inoltre, la terapia b-bloccante ha mostrato efficacia solo nei pazienti con AHI
moderato. Questo può essere spiegato dalla parziale attività della terapia
b-bloccante in soggetti con AHI basso per ipotono simpatico preesistente o
inefficacia terapeutica nei pazienti con AHI alto per elevata e intrinseca
attivazione vegetativa o titolazioni terapeutiche sub-massimali. Nessun
parametro del pattern vegetativo è risultato essere significativamente
differente nel gruppo CSAS rispetto al CC. In fine, possiamo confermare i dati
di letteratura riguardo al riscontro di proporzionalità inversa tra uricemia e
valori di ossimetria notturna. Possiamo concludere che il monitoraggio
cardiopolmonare si presenta come metodica idonea per lo studio dei parametri
neurovegetativi in soggetti con i vari tipi di apnea e per la valutazione su
questi dell’influenza della terapia.
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